
Scegliere Il Coach Giusto: 8 Criteri Per Non Farti Fregare Dal Marketing
Scegliere il coach giusto non è mai stato così difficile come oggi.
Quando cerchi un professionista del cambiamento, un ipnotista, un breathwork coach, un PNL practitioner, qualcuno vuoi trovare qualcuno che ti guidi davvero dove da solo non riesci ad arrivare.
Purtroppo però...
ti ritrovi davanti a profili curatissimi, reel perfetti, promesse brillanti, ma...
non sai davvero se fidarti o meno.
Perché oggi alcuni sono professionisti veri, altri invece sono influencer che di vero hanno solo un marketing che spacca (ma dietro le quinte, non sa guidare una persona al cambiamento).
E tu rischi di investire tempo, soldi e speranza in qualcuno che comunica benissimo e lavora male.
Ma prima di spiegarti come scegliere il coach giusto...
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il cliente lo sente prima che tu apra bocca.
Il cambiamento accade più facilmente.
E tu puoi finalmente generare più impatto, avere maggiori entrate e vivere la libertà che meriti.
Scegliere il coach - Punto 1: Diffida di chi promette l'impossibile
Alcune frasi del tuo coach dovrebbero accendere subito un campanello d'allarme.
"Il mio metodo è infallibile."
"Risultato garantito."
"Vedrai che smetterai con gli psicofarmaci."
"Se non investi questi soldi, non ti ami abbastanza."
Nessun metodo funziona sempre su tutti.
Nessun coach serio promette di sostituirsi a un medico.
E nessuno ha il diritto di trasformare il tuo prezzo in una misura del tuo valore.
Attenzione anche a questi campanelli di allarme, il tuo coach:
ti fa sentire giudicato;
pretende ammirazione;
ti fa credere di non poter prendere decisioni importanti senza il suo benestare;
non ascolta;
non rispetta i tuoi confini.
Se succede anche solo una di queste cose, fermati.
Scegliere il coach - Punto 2: Pretendi trasparenza su costi, durata e contratto
Un coach senza un contratto serio è da evitare.
Il contratto mette nero su bianco costi, contenuti del servizio, durata utilizzo dei dati personali e responsabilità e aspettative.
Inoltre ti informa sui limiti di quello che stai acquistando: generalmente infatti, a meno di non essere autorizzato per formazione e certificazione, il coach non fa terapia, non si sostituisce a un medico e non prescrive.
E infine, se utilizza particolari strumenti come l'ipnosi, pratiche di respirazione (breathwork), EMDR, meditazioni dinamiche,...
deve chiederti una dichiarazione sul tuo stato di salute, perché il coach possa scegliere gli strumenti giusti per te e scartare quelli contro indicati.
Chi si preoccupa di questo ti sta proteggendo. Chi lo salta, sta proteggendo solo sé stesso.
Scegliere il coach - Punto 3: Cerca testimonianze reali
Mentre scrivo questo testo, l'intelligenza artificiale permette già di creare screenshot, testi e foto false.
I più bravi ad utilizzarla sanno già creare anche video.
Oggi quindi, una recensione ben scritta non prova più niente.
La testimonianza migliore è un'altra:
trova i casi di successo del tuo coach, preferibilmente in video e ascoltali.
Poi fai una ricerca in internet per capire se sono persone reali e se ti è possibile parla direttamente con quelle persone.
Scegliere il coach - Punto 4: Guarda quanti strumenti usa
Uno strumento può funzionare benissimo per una persona ed essere completamente inefficace per un'altra.
Un professionista che conosce un solo approccio ti adatterà al suo metodo.
Uno che ne padroneggia diversi adatterà il metodo a te.
Più strumenti padroneggia, maggiori sono le possibilità che il cambiamento accada.
Oggi come oggi la formazione è facilmente accessibile e un coach può essere formato in:
Coaching classico, Solution Focused Coaching e vari modelli (GROW, CLEAR...);
ipnosi ericksoniana, classica, non verbale, conversazionale, regressiva;
Costellazioni familiari e Internal Family Siystems;
EFT-Tapping, Reiki;
PNL - Programmazione Neuro Linguistica;
Respirazione (Breathwork);
TRE, Focusing;
PSYCH-K.
Scegliere il coach - Punto 5: Verifica se conosce davvero il tuo problema
Questa non è una regola assoluta, ma molto spesso succede così: un coach che ha approfondito un problema specifico sa meglio come accompagnarti lungo il viaggio.
Infatti conosce il problema, la soluzione, le emozioni e i comportamenti correlati e, inoltre, cosa ha funzionato con altri clienti (questo non significa che ciò che ha funzionato per altri funzionerà per te).
Un generalista può anche essere ottimo.
Allo stesso tempo valuta se ha già guidato persone con la tua stessa situazione e se ha avuto successo.
Scegliere il coach - Punto 6: Controlla formazione e formazione continua
Valuta con chi si è formato.
Se ha fatto unicamente master di ipnosi, coaching o costellazioni familiari su una piattaforma di corsi a 9,99 euro, diffida.
Questi corsi arricchiscono si il bagaglio di conoscenze, ma non quello delle competenze reali.
Cerca chi ha investito davvero nella propria formazione, ha imparato più approcci da persone diverse e continua a studiare.
La formazione non finisce mai, in questo mestiere.
Scegliere il coach - Punto 7: Chiediti da dove sbuca
Ogni giorno spunta un nuovo coach, anzi... più di uno.
La persona che stai considerando è un professionista affermato, con anni di esperienza reale e decine o centinaia di clienti aiutati oppure...
si è appena certificato e non ha ancora avuto un cliente reale?
Nel secondo caso non è da scartare a priori.
È chiaro che tutti devono iniziare dal primo cliente e, a volte, chi si è appena certificato va davvero oltre il 100% per aiutarti e affermarsi nel mercato.
In questo caso, ciò che conta è che sia trasparente e che le promesse e il prezzo siano allineati al livello di esperienza.
Zero esperienza reale e un investimento high ticket: non fidarti.
Scegliere il coach - Punto 8: Ascolta se risuona con te
Tra il tuo coach e te stesso deve nascere una vera relazione terapeutica, fatta di ascolto, fiducia e di uno spazio sicuro.
Se non senti il coach nelle tue corde, scartalo, anche se tutto il resto sembra perfetto.
Nessun curriculum compensa una relazione che non funziona.
Ora veniamo a te
Immagina che tra qualche mese ti sei lasciato alle spalle quel problema che ti impedisce di essere veramente la migliore versione di te stesso.
Sì, proprio quel blocco che oggi ti sembra parte di te, quello che torna sempre uguale ogni volta che provi a muoverti verso quello che vuoi e...
con lui se n'è andata anche quella vocina che ti diceva di stare fermo, di aspettare ancora, di non essere pronto.
Ti svegli e il problema che ti accompagnava da mesi, o forse da anni, semplicemente non è più la prima cosa a cui pensi.
L'obiettivo che inseguivi, quello per cui avevi già provato altre strade senza risultato, adesso lo guardi da dentro.
Ci sei arrivato.
E quando ripensi a come ci sei arrivato, non ricordi tecniche o protocolli.
Ricordi di aver trovato la persona giusta, nel momento giusto, e di esserti finalmente lasciato guidare.
Se senti che è il momento di capire qual è il tuo blocco e qual è la strada per scioglierlo, prenota una chiamata conoscitiva con me.
Parliamo di dove sei adesso e di cosa ti serve per arrivare lì.
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Conclusione
Dopo 20+ anni passati a sviscerare ogni tecnica di cambiamento, dal coaching alla respirazione passando per la programmazione neuro linguistica (PNL), l'ipnosi ericksoniana, non verbale, il magnetismo, il reiki,...
e 10+ anni a testarla su di me, con i miei clienti e a trasmetterla ad altri...
sono sempre più convinto che...
l'integrazione tra ipnosi e il respiro è senza ombra di dubbio lo strumento più potente per guidare le persone al cambiamento.
E se anche tu desideri padroneggiare questi strumenti e far funzionare davvero il cambiamento con i tuoi clienti (o su te stesso)...


Autore: Simone Micheletti
Simone Micheletti è il fondatore del sistema CARD e del Breathwork IpnoSomatico, uno strumento che integra la medicina del respiro al potere dell'ipnosi per produrre risultati concreti e misurabili — non esperienze emotive che svaniscono il lunedì mattina.
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