
Hai studiato. Ti sei formato. Hai investito.
Eppure in sessione quella voce non smette:
"E se non funziona? E se non so cosa fare? E se non sono abbastanza?"
L'agenda è meno piena di quanto vorresti.
La dipendenza economica pesa. La paura di non riuscire a vivere la tua missione pure.
E dentro senti un'incoerenza che fa male: come faccio ad aiutare gli altri se non riesco ancora ad aiutare me stesso?
Quella sensazione ha un nome: sindrome dell'impostore.
E so esattamente com'è... non perché l'ho letto in un libro.
Perché ci sono passato.


Non ho iniziato da un palco.
Ho iniziato da un corridoio universitario.
Stavo camminando quando ho visto un amico con qualcuno che ammiravo per le sue qualità.
La vergogna è salita così in fretta che sono diventato rosso, gli occhi si sono riempiti di lacrime, sono passato oltre senza aprire bocca.
Il suo commento, riferitomi dopo:
"Che tirone, non saluta nemmeno."
Non sapeva che ero sopraffatto da emozioni che mi stritolavano la gola, il petto, lo stomaco.
Non arrogante... sopraffatto.
Quel giorno ho comprato il mio primo libro di crescita personale.
Non per ambizione.
Per sopravvivere a me stesso.
Nel 2007, lavoravo in banca, vengo mandato per lavoro a Singapore per tre settimane.
Grattacieli futuristici, cibo delizioso, gentilezza asiatica.
Mi innamoro di quella città.
Torno in Svizzera con un'idea fissa:
devo tornare lì a vivere.
Purtroppo però non avevo la lingua, i certificati, i contatti.
Come se questo non bastasse la convinzione di non farcela... di non essere all'altezza di lavorare in un luogo così competitivo, sabotava le mie azioni.
Ma invece di fermarmi, ho costruito.
Ho lavorato sulle mie convinzioni limitanti e sui miei limiti.
Ho ottenuto i certificati di inglese e specialistici del mio lavoro.
Ho spedito CV nel vuoto.
Finché...
il 28 dicembre 2011 sono atterrato a Singapore.
Dovevo restare un anno. Sono rimasto cinque.


Il mio lavoro era simile a quello del poliziotto: fare le multe a chi violava le regole della banca.
In poco tempo sono diventato quello che tutti evitavano, escludevano, trattavano come nemico.
Invece io volevo solo sentire di appartenere. Di essere apprezzato, riconosciuto.
Così ho iniziato a studiare coaching e PNL.
Dal lunedì al venerdì sopravvivevo. Il sabato e la domenica facevo sessioni gratuite a chiunque.
Ma I risultati però non erano concreti: Resistenze. Insicurezza nelle tecniche, nella sessione, nel percorso...
Per risolvere questa situazione, mi sono imbattuto nell'ipnosi.
Pensavo fosse una sorta di controllo mentale, manipolazione... Mi sbagliavo.
Ho scoperto uno strumento altamente etico e rispettoso in grado di scatenare rapidamente il cambiamento concreto.
Così i risultati hanno iniziato ad arrivare.
Mi sono licenziato. Sono tornato in Svizzera. Ho aperto il mio studio.

Da bambino i miei nonni si divertivano a farmi paura in modo sistematico.
Mi facevano andare nel corridoio, spegnevano la luce e urlavano o facevano rumori per spaventarmi.
Una volta mia nonna travestita da strega mi ha inseguito in casa terrorizzandomi.
Quel corridoio era il posto dove abitava la mia paura.
Anni dopo, quello stesso corridoio è diventato il varco per il mio ufficio.
Il posto dove ogni giorno guidavo le persone fuori dalle loro paure.
Ho dovuto usare i miei stessi strumenti su di me... per sciogliere qualcosa che avevo nel corpo da quando avevo sette anni.
Oggi lo attraverso senza pensarci.
Ma non ho dimenticato com'era.
Ed è esattamente per questo che so dove portarti.

Poi è arrivato il COVID.
Il business non funzionava più. Insicurezza, paura, conflitti.
Il corpo ha risposto con un'ernia iatale, reflusso, e un nodo alla gola che non mollava mai... 24 ore su 24, come qualcuno che mi strangolasse dall'interno.
Ho provato tutto.
Medicina tradizionale e omeopatica. Fisioterapia, rolfing, osteopatia. Counseling, psicoterapia, ipnosi, reiki.
Nulla si mosse.
Poi una sessione di breathwork ha sciolto in un'ora quello che anni di tentativi non erano riusciti a toccare.
Pensavo che il respiro fosse sedersi di fronte al mare a gambe incrociate al tramonto, invece...
durante la sessione il corpo ha tremato, pianto, urlato...
mentre la mente era ferma, spettatrice serena.
Poi: estasi. Gratitudine profonda. Amore universale.
Ho così capito che lì, nel respiro, c'era qualcosa per me.
L'ho approfondito, studiato, sviscerato e praticato su di me fintanto che...
quel nodo è sparito.
Da quel nodo in gola è nato il Breathwork IpnoSomatico:
l'integrazione tra la medicina del respiro, il potere dell'ipnosi e la forza della PNL.
Oggi è lo strumento principale che insegno a chi si forma con me.
Il cambiamento che diffondo non è teoria.
È ciò che ho vissuto, testato su me stesso e affinato in 10 anni di sessioni reali con clienti veri.
Non riuscivo a salutare qualcuno nel corridoio. Timidezza paralizzante, paura del giudizio.

Formo centinaia di professionisti su Zoom. Senza prepararmi. La fluidità viene da anni di lavoro sul corpo della paura.
Odiavo farmi fotografare e video registrare. Non accettavo me stesso.

Sono presente su Instagram, Facebook, YouTube... Ogni post è un atto di coraggio replicato ogni giorno.
Nodo alla gola che nessuno riusciva a togliere. Sessioni su sessioni senza esito.

Il breathwork ha sciolto in un'ora quello che anni di sessioni non avevano toccato. Ora lo insegno.


Distillato di 20+ anni di studio e 10+ di pratica, testato su di me prima che sui miei clienti.
Non protocolli rigidi che cedono al primo imprevisto.

Vado ancora in sessione 1:1 ogni settimana perché è lì che imparo.
Quello che porti a casa è esperienza viva, non la versione ideale del lavoro.

Voglio che tu ti senta totalmente sicuro di te, dei tuoi strumenti, delle tue sessioni e dei tuoi percorsi.
Il risultato più citato dai miei studenti è: "mi sento finalmente sicuro/a di me in sessione"

Il mio obiettivo è renderti così competente da non aver più bisogno di tornare.
Divento il tuo miglior tifoso, non il tuo fornitore permanente.

PNL, Ipnosi Classica, Ericksoniana, Regressiva, Alle vite passate, Mesmerismo, Reiki, EFT-Tapping, Coaching, EMIT... ho studiato con i migliori formatori internazionali in ogni disciplina.
Non per collezionare certificati, ma per portarti solo ciò che funziona davvero.

Ti do spazio. Ti ascolto. Ti vedo.
Non mi ergo su un piedistallo, entro in relazione con empatia reale.
Perché il cambiamento vero accade quando ti senti al sicuro abbastanza da lasciarti andare.

Simone mi ha aiutato personalmente in un momento di estrema stanchezza e dove vedevo alcuni problemi più grandi di quello che in realtà erano.
Senza sembrare ruffiano, mi piace molto il modo di Simone di spiegare, ma soprattutto di porsi.
Io sono un professionista della crescita personale che ultimamente critica parecchio questo mondo per come i formatori si ergano sempre su un piedistallo, rendendo i partecipanti quasi dei loro ammiratori/spettatori e per come si vendano soluzioni troppo facili a problemi complessi, creando prima illusione poi delusione.
Il modo di porsi di Simone invece si differenzia da questo tipo di formatori. Di Simone trovo uniche la sua chiarezza e la perfetta linearità di ciò che insegna. Se una persona segue i suoi passaggi, arriva all’obiettivo. Questo peraltro denota anche notevole esperienza e competenza, che risaltano anche dalla prontezza e chiarezza nel rispondere alle varie domande.
Il corso d’ipnosi è stato offerto in modalità essenzialmente esperienziale. In un continuo ciclo teoria-pratica-feedback il partecipante è continuamente stimolato a provare ed a provarsi nella relazione ipnotica.
La formazione diventa così trans-formazione; quanto viene acquisito diventa parte del bagaglio professionale, ma anche di una personale capacità di operare per il proprio cambiamento.
Del corso mi è piaciuta la forte sottolineatura dell’aspetto esperienziale, assolutamente essenziale nell’apprendimento dell’ipnosi, intesa sia come abilità tecnica, ma anche come capacità relazionale col Paziente/cliente.
Simone coniuga sicure ed affinate conoscenze sul piano tecnico (PNL, ipnosi, coaching) con una naturale propensione alla relazione con l’altro. Questa disposizione è a fondamento della sua modalità didattica, che facilita e motiva fortemente i partecipanti.
Simone comunica di essere una persona aperta e curiosa, doti che porta nel suo modo di essere nella relazione formativa. Un suggerimento? Continuare ad essere tale.

...probabilmente senti l'incoerenza tra aiutare gli altri e il doverti aiutare.
Tra la missione che senti nel cuore e la paura di non farcela.
Tra il cassetto pieno di certificati e l'agenda che non si riempie come vorresti.
So com'è.
Ci sono stato.
E a volte la vita mi sorprende portandomi altre difficoltà, altre paure...
e così le gestisco ogni giorno con gli stessi strumenti che insegno.
Se cerchi qualcuno che si erge su un palco a venderti soluzioni facili, non sono io.
Se cerchi qualcuno che sa com'è essere bloccati... perché c'è stato... sono qui.
Prima cambi te.
Poi cambi gli altri.
Be the change, sii il cambiamento.
Ciao,
Simone
P.S. Se vuoi scoprire come lavoro, scarica questa sessione gratuita di Breathwork IpnoSomatico per rafforzare la sicurezza in te.